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Sei stato lasciato? Tranquillo… va tutto bene


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Martedì 8 Novembre


L’abbandono di per sé non è reale. Come non è reale il fatto di pensare di possedere qualcuno. L’unica certezza che hai è quella di essere dentro il tuo corpo e di dover vivere con te stesso fino alla fine. Per ironia, è proprio lo stare con sé stessi che la gente non sopporta. Quando succede che qualcuno ci lascia, se non sappiamo vivere con noi stessi, la situazione può essere molto dolorosa. Ci hanno insegnato a pianificare l’happy end, ma ahimè … la vita non è una favola.


Chiunque sia stato lasciato può confermare due cose: che se ne è uscito, è meglio di prima, oppure, se non ne è uscito, ha perso la gioia di vivere. Nel primo caso, lezione appresa. Nel secondo, dovrà ripetere per imparare la prima.

Ecco alcune semplici inversioni che possono aiutare a non ripetere questa situazione:

1. Rispetta le prime quarantotto (48) ore di sicurezza.

Inizia un diario. Non chiamare, non cercare e non dire a nessuno, se possibile. Serve dormire una notte … due notti … per avere le idee più chiare. A distanza di due giorni, siamo meno coinvolti da emozioni tipo: rabbia, colpa e paura. In queste quarantotto ore, non pensarci! Pulisci le tue cose, mantieniti fisicamente impegnato(a), butta via ciò che non usi e prenditi cura di te (taglio di capelli compreso). Ogni volta che la mente ti manderà “quel pensiero” ripeti a te stesso: dopo ci pensiamo, non c’è nulla di definitivo.


2. Il secondo ciclo di quarantotto (48) ore.

Passate le prime quarantotto ore, inizia il secondo ciclo di quarantotto. Altri due giorni. Se hai resistito e non hai avuto notizie, puoi parlare con qualcuno di cui ti fidi. Usa altri due giorni per parlare con chi ti fidi. Non denigrare, però, la persona che ti ha “abbandonato”. Se lei/lui rientra, farai una brutta figura. Ricordati, non è successo nulla, ma tutto può succedere ancora. Il silenzio è assai elegante.


3. Il terzo ciclo di quarantotto (48) ore.

Passato il secondo ciclo, inizia il terzo. Per due giorni studierai la situazione “con la testa”. Sul tuo diario dividi lo spazio di un foglio, in quattro colonne.

• Nella prima colonna, fai una lista con tutte le cose buone che sai di avere in te.
• Nella seconda colonna, scrivi una lista con tutte le cose che devi ancora migliorare.
• Nella terza colonna, scrivi le caratteristiche buone della vostra relazione.
• Nella quarta, le cose che sapevi già che non andavano bene.

Dopo aver fatto questo sottolinea, nella quarta colonna, gli aspetti che non andavano bene che ti riguardavano direttamente. Dopo averli sottolineati, collegali con le parole che hai scritto nella tua seconda colonna, scoprendo se alcune delle tue caratteristiche da migliorare sono uguali o responsabili per gli aspetti non positivi della relazione, scritti nella quarta colonna. Le parole della seconda colonna, che sono collegate alla quarta, devono essere riscritte su di un foglio nuovo. Ora sai su cosa devi lavorare per migliorare te stesso, sia per riprendere l’antica relazione che per un’eventuale nuova esperienza.

Ho parlato di nuova esperienza, ma non ho detto di iniziare un’altra relazione! Il tempo di sicurezza fra una relazione o l’altra è come il lutto, va assolutamente rispettato. Se cerchi subito un’altra storia, e ancora stai soffrendo, starai usando una situazione per coprire la precedente e non vivrai la nuova esperienza con intelligenza, così tutto si ripete. Il tempo di “riposo emozionale“ serve a farti crescere per offrire il meglio di te.


4. Inizia ora il quarto ciclo di quarantotto (48) ore.

In questo tempo prenditi cura del tuo cuore come se fosse in convalescenza. Ascolta musica allegra, guarda video divertenti su YouTube, evita film tristi o romantici. Un po’ di cervello aiuta! La mente cercherà di farti restare nella sofferenza, perché attraverso la maschera del vittimismo penserà di riconquistare “il cattivo”, ma non è così.


5. E' ora di parlare insieme.

Dopo questi otto giorni, se non hai avuto notizie, è ora di parlare insieme. Non cercare la persona per chiedere di tornare insieme, ma per sapere come sta. Mi raccomando, non parlare di te. Indaga per sapere se è una rottura definitiva o se serve aspettare un po’ per una scelta più serena. Se è definitivo, avvisa gli amici e parenti. In questo modo, eviti il disagio se ti chiederanno come mai non sei solo.


6. Programma il tuo tempo.

Ora programma il tempo da superare passo dopo passo, definendo cosa fare ogni due giorni. Incomincia ad uscire da solo, o meglio, con te stesso! Vai al cinema, al ristorante, fai shopping da solo! Stai con te in buona compagnia. Questa è un’inversione voluta, non è una condanna. Porta te stesso a “vedere” le stesse cose con nuovi occhi. L’auto corteggiamento è una buona idea.

Se, per caso, rimani a casa domenica pomeriggio (peggiore momento settimanale per la malinconia) non restare fermo. Sistema gli armadi, pulisci qualcosa o inventa mille ricette, anche a costo di regalare i piatti ai vicini di casa.

Se la situazione è definitiva, allora, inizia le mosse strategiche: nascondere fotografie e oggetti. Non farlo per rabbia o per rancore, non serve ancora cancellare le foto dal computer o telefono. Lo farai quando sarai “pronto”.


7. Ringrazia

Quando sarà passato del tempo e saprai gestirti in tua compagnia, invia una e-mail o un messaggio. Ringrazia la persona che ti ha lasciato per averti fatto il regalo più grande: La verità. Solo da solo hai la possibilità di incontrare il vero amore!


Chi se ne va può anche tornare! Ma se torna, lo deve fare con le sue gambe, senza ricatti, né gestito dal senso di colpa. Non fare la vittima, non è bello! Onora te stesso e ritirati. Quando e se tornerà sarai sicuro che ti ama veramente, solo così ti troverà meglio di prima … se lo vorrai ancora.


Ricordati, una delusione è solo la fine di un’illusione, festeggia!


Author: Luciane Arboitte Dos Santos


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