12 strategie per parlare con chi non ascolta

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Ascoltare, parlare, sentire

 

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12 strategie per parlare con chi non ascolta


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Martedì 1 Novembre


Ti sei mai trovato in una conversazione con qualcuno che non fa altro che parlare di se tutto il tempo? E non sai come scappare? Oppure quando non sai cosa dire e semplicemente non ti interessa o non ti piace quello che dice la persona che hai davanti? Per rispetto, o per non fare la figura del maleducato, resti lì. Quando succede questo la mente, il pensiero e la volontà volano verso un’altra direzione.

Ci sono persone che parlano tanto, troppo… e non dicono nulla. Sono capaci di restare ore e ore a spiegare la stessa cosa in tre versioni diverse, e nel frattempo, non abbiamo ascoltato nemmeno una parola. Se cerchi di intervenire o dare un consiglio è come se non avessi detto nulla.


Perché succede questo?

Perché queste persone non sono allenate nell’ascolto.
La loro mente instaura un dialogo interno che non permette l’osservazione del mondo.
Cosa fare quando ti trovi con uno di questi prototipi davanti?

Ecco alcune strategie basate nel sistema di pensiero inverso:

1.Perché no?

Se trovi uno di quelli che parlano solo di se tutto il tempo, interromperlo subito non è una buona idea. Divertiti, rispettalo e studialo. Non sviluppare un dialogo interno contro di lui, ma ascoltalo…fai quello che lui o lei non sa fare.


2. Il punto di rottura

Lascialo parlare finché riesci a sopportare. Quando ti stufi, puoi dire qualsiasi cosa e uscire perché tanto al tuo interlocutore non importa nulla di te o di cosa ti sta succedendo.


3. Impara

Osserva tutto quello che non vuoi ripetere, prima di interromperlo. Comunque sia lui o lei è lì per te, lo hai attratto. La persona non è lì per essere criticata ma per altre due possibili ragioni: per essere aiutata da te o per aiutarti a non essere come lei.


4. L’allucinazione

Prova ad immaginare l’essere parlante come se fosse sotto effetto di qualche droga pesante, quindi incomunicabile. Nulla di quello che tu puoi dire, arriva facilmente alla “parte di lui o lei”, che ha bisogno di sentire soltanto le proprie parole. Non dare consigli ma fai domande su quello che sta dicendo.


5. Si può aiutare

Se è la prima volta che vedi questa persona, non preoccuparti potresti farla diventare anche l’ultima! Ma se devi convivere con qualcuno con queste caratteristiche, sicuramente lo puoi aiutare. In un momento di pausa, non importata quale sia il suo argomento, fai questa domanda: “ma tu, ascolti?”. Puoi ripetere questa domanda quante volte sia necessario per vedere se il grillo parlante almeno sa di essere in preda dal dialogo interiore.


6. Le condizioni

Quando qualcuno ti chiede di ascoltarlo o sollecita la tua opinione, allora puoi importi: “ti ascolto soltanto se presti attenzione a quello che ho da dirti e se poi lo metti in pratica”. Dopo chiedi alla persona di ripetere quello che hai detto e se ha compreso perché lo hai detto. Probabilmente lo avrà già dimenticata di averti chiesto un consiglio!


7. La matematica

Un modo per aiutare chi parla troppo a rientrare nella realtà è approfittarne per fare un bel gioco: contare quante volte dice le stesse parole. Le persone senza visione logica sono spesso “negative” e ripetono parole come: è difficile, magari, vediamo, speriamo… Conta quante volte lo dice per poi condividere con lei questa tua osservazione. Ogni tanto puoi intervenire dicendo a lei il numero di volte che ha ripetuto una o due parole.


8. Lo stato

È utile interromperli, durante le rarissime pause (sono costretti a prendere fiato!), per dire la tua impressione sul loro modo di esprimersi o sentire. Per esempio, se la persona è arrabbiata o triste, oppure se parla solo del passato, puoi farlo presente. Non entrare nell’argomento ma fermati nell’analisi del suo stato emozionale quando parla. Puoi dire: “ti sento arrabbiato, ti sento triste”… Questo dimostra che lo stai ascoltando e non solo, lo riporti ad una condizione di osservarsi.


9. Il bidone

Se sei l’amico o l’amica che ascolta sempre, potrai essere considerato anche una specie di “bidone”. Ti consiglio di prendere cura dei tuoi spazi. Non aspettarti riconoscimento o attenzione, non l’avrai mai. Interrompere e spiegare il tuo disagio essendo sincero è una misura di sicurezza verso te stesso, è anche un modo di aiutare veramente questo amico(a) a crescere. Sii onesto. Parlare o pensare male di qualcuno senza dare a lui l’opportunità di redimersi può generare dentro di te pensieri logorroici e così diventare come lui o lei.


10. L’osservatore

Dopo aver ascoltato tanto o molto, chiedi alla persona di cambiare posto o di guardare un oggetto vicino. Questo dovrebbe funzionare come il “punto finale” di un discorso. Chiedi una sua opinione su quello che c’è attorno a voi. In questo modo l’aiuterai ad uscire dal “tubo” del suo dialogo interiore. Dopo aver fatto questa azione, fai una domanda su ciò che lui o lei stava dicendo prima.


11. L’opinione

Se qualcuno ti chiama per avere la tua opinione, ascolta quello che ha da dire e non parlare nel modo più assoluto di te e delle tue esperienze perché, in questo caso, non hai ascoltato la sua richiesta. Quello che puoi fare ogni tanto è chiedere: “ma di me ti interessa sapere qualcosa”?


12. Il silenzio

Ascoltare vuol dire “perdersi” piacevolmente dentro il racconto di chi parla con noi. Se non abbiamo pazienza e vogliamo essere ascoltati allora siamo come loro. Il silenzio interiore è segno di INTELLIGENZA!


Consiglio: inizia ascoltando te stesso.


Author: Luciane Arboitte Dos Santos


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